La parola d’ordine di famiglia
Costa zero euro, si decide in cinque minuti e batte una tecnologia da milioni di dollari. È la difesa migliore che esista contro la voce clonata.
Com’è fatta
Una parola. Concordata fra voi. Chi chiama chiedendo soldi o dicendo di essere nei guai deve saperla dire. Se non la sa, la telefonata finisce lì.
Funziona per una ragione precisa: l’intelligenza artificiale può copiare la voce di tuo figlio, ma non può sapere una cosa che vi siete detti a voce, in cucina, e che non è scritta da nessuna parte.
Come sceglierla
Deve essere assurda
«Melanzana». «Trattore». «Portafortuna». Una parola che non c’entra niente con niente si ricorda meglio e non viene fuori per caso in una conversazione normale.
Non deve stare sui social
Questo è il punto in cui si sbaglia più spesso. Non usare: il nome del cane, il paese dei nonni, la squadra del cuore, la data del matrimonio, il nome dei nipoti. Sono tutte cose che chi ti studia trova in dieci minuti sui profili pubblici della famiglia.
La domanda da farsi è: se qualcuno guardasse tutte le foto e i post pubblici di casa nostra, potrebbe arrivarci? Se la risposta non è un no netto, cambiala.
Non deve essere scritta
Niente WhatsApp, niente biglietto nel portafogli, niente note del telefono. Solo detta a voce, di persona. Una parola sola si ricorda: è il motivo per cui ne basta una.
Deve valere per tutti
Stessa parola per tutta la famiglia: figli, genitori, nonni, fratelli. Se ognuno ha la sua, nel momento del panico nessuno ricorda quale sia.
Come proporla stasera a cena
Il rischio è di spaventare la persona che vuoi proteggere. Si evita facilmente: non presentarla come una precauzione per loro, ma come una regola per tutti.
Funziona
«Ho letto una cosa che mi ha fatto impressione: adesso riescono a copiare la voce delle persone. Facciamo una cosa da film di spie? Scegliamo una parola nostra. Se uno di noi chiama chiedendo soldi e non la dice, gli altri riattaccano. Vale anche per me.»
Detta così è un gioco, riguarda tutti allo stesso modo, e nessuno si sente trattato da persona fragile.
Non funziona
«Mamma, stai attenta che ci sono le truffe e tu ci caschi.»
Mette l’altro sulla difensiva, suggerisce che il problema sia la sua testa e ottiene il risultato opposto: se un giorno succederà davvero, non te lo racconterà per non darti ragione.
Le due regole che la accompagnano
- Riattacca e richiama. Sempre al numero che hai in rubrica, mai a quello da cui è arrivata la chiamata. Se chi chiama insiste perché tu non lo faccia, hai già la risposta.
- Nessuno di noi chiederà mai soldi al telefono senza dire la parola. Dirselo ad alta voce, una volta, vale più di qualsiasi elenco di consigli.
Se qualcuno chiama e non sa la parola, non c’è bisogno di litigare o smascherare nessuno. Basta dire: «Adesso riattacco e ti richiamo io». Poi riattacca davvero, e chiama il numero che conosci.
Quando l’avete scelta, stampate la scheda per il frigo →: ci si scrive sopra e resta lì, dove serve, il giorno in cui il telefono suonerà.