Salta al contenuto
truffavocale.it

Se sta succedendo adesso — qualcuno sta per venire a casa a ritirare denaro o gioielli, o sei in pericolo — chiama il 112. Prima di tutto il resto di questa pagina.

Il 112 è il numero unico di emergenza. Nei casi di truffa del finto nipote i Carabinieri indicano proprio quel numero: Arma dei Carabinieri, comunicato sulla tecnica del finto nipote. La Polizia di Stato indica come numeri d’emergenza il 113 o il 112: Polizia di Stato, avviso sulle truffe tramite spoofing. Verificato il 08/09/2026.

È appena successo?
Fai questo, ora.

Quattro passi, in quest’ordine. Il primo vale più degli altri tre messi insieme, perché è l’unico in cui i minuti contano davvero.

  1. Chiama la tua banca. Adesso.

    Usa il numero sul retro della tua carta o quello dell’app. Di’ due cose precise: «sono stato vittima di una truffa» e «chiedo il blocco e il richiamo del bonifico».

    Fallo prima di ogni altra cosa, anche prima della denuncia. La Banca d’Italia è esplicita: se non riconosci un pagamento o pensi di essere vittima di una truffa, la prima cosa da fare è segnalare subito l’operazione alla tua banca, e agendo tempestivamente aumentano le possibilità di ottenere un rimborso.

    Fonte: Banca d’Italia, “Cosa fare se si è stati vittima di truffe o frodi” — verificato il 08/09/2026

    Nella stessa telefonata chiedi anche il blocco della carta, se l’hai usata o ne hai dettato i numeri, e fai mettere a verbale che stai disconoscendo l’operazione.

  2. Denuncia alla Polizia.

    Puoi farlo alla Polizia Postale, di persona in una sede o attraverso i canali online. La denuncia si presenta sul portale denunceonline.poliziadistato.it, con SPID o CIE; le segnalazioni si inviano su commissariatodips.it.

    Fonte: Polizia di Stato, “Per le segnalazioni — Commissariato di P.S. online” — verificato il 08/09/2026

    Attenzione a un secondo raggiro. Esiste una truffa che usa il nome delle Forze di polizia per chiedere pagamenti. Nessuna forza dell’ordine ti chiederà mai soldi. Arriva al portale digitando l’indirizzo, non cliccando un link ricevuto.

    Fonte: Polizia di Stato, “Alert per una truffa online a nome delle Forze di polizia” — verificato il 08/09/2026
  3. Conserva tutto.

    Prima che sparisca. Servirà alla banca, alla denuncia e a un eventuale ricorso:

    • il numero da cui hanno chiamato e l’ora esatta, dal registro chiamate;
    • i messaggi: SMS, WhatsApp, email — non cancellare nulla, nemmeno se ti sembra imbarazzante;
    • la ricevuta del bonifico o della ricarica, con IBAN o numero di carta del destinatario;
    • eventuali note vocali ricevute: se hanno usato una voce clonata, quell’audio è una prova;
    • appunta cosa ti hanno detto, con parole tue, finché lo ricordi bene.
  4. Non vergognarti.

    Non sei stato distratto. Queste telefonate sono un mestiere: chi le fa lavora su paura, fretta e vergogna, che sono strumenti che funzionano su chiunque — e la vergogna è quello che serve a te per ultimo, perché è l’unica cosa che ti farebbe aspettare domani per chiamare la banca.

    Chiama la persona di cui hanno imitato la voce, sul numero che conosci, e dille cosa è successo. Poi dillo a qualcun altro in famiglia. Le truffe che restano segrete sono quelle che si ripetono.

Dopo, con calma: se la banca dice di no

Questa parte non è urgente e non va fatta oggi. Serve nei giorni e nelle settimane successive, se la banca non rimborsa.

1. Il reclamo scritto alla banca

Va inviato con un mezzo che ne provi la ricezione: PEC o raccomandata. Se il reclamo riguarda un servizio di pagamento — un bonifico, una carta, un’operazione non autorizzata — la banca deve rispondere entro 15 giorni lavorativi, invece dei 60 previsti negli altri casi.

Fonte: Banca d’Italia, “Cosa fare se si è stati vittima di truffe o frodi” — verificato il 08/09/2026

2. Il ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario

Se la banca non risponde o risponde in modo insoddisfacente, puoi rivolgerti all’ABF. Costa 20 euro, che ti vengono rimborsati in caso di esito favorevole, va presentato entro 12 mesi dal reclamo e non serve un avvocato.

Fonte: Banca d’Italia, “L’economia per tutti” — Arbitro Bancario Finanziario — verificato il 08/09/2026

E perché non succeda una seconda volta

Leggete insieme la parola d’ordine di famiglia: si decide in cinque minuti e ferma tutte le versioni di questa truffa.

Raccontaci com’è andata

Anche se è finita male. Soprattutto se è finita male. La pubblichiamo in forma anonima e diventa l’avvertimento che qualcun altro leggerà in tempo.

Scrivi a segnalazioni@truffavocale.it

segnalazioni@truffavocale.it

Il pulsante rosso apre il programma di posta del tuo computer. Se non ne hai uno impostato non succede nulla: copia l’indirizzo, oppure scrivi direttamente da Gmail.